Inclusive cities _ un progetto per la città vecchia di Taranto

Inclusive cities _ un progetto per la città vecchia di Taranto

Il 3% della popolazione mondiale, in questo momento, sta attraversando una frontiera, 214 milioni di persone nel mondo sono considerati “migranti”: gran parte delle attuali città non ci permettono di affrontare, in modo adeguato, questa sfida.
La tesi indaga soluzioni urbanistiche e progettuali che contribuiscano a facilitare l’integrazione sociale, culturale, etnica e razziale nella consapevolezza che la “diversità” può essere un vantaggio sia per la popolazione già residente, sia per la popolazione entrante, se vengono affrontate le conflittualità.
Attraverso lo studio di casi esempio, si vuole arrivare ad un progetto di integrazione per un città interculturale.
Partendo dai pochi esempi europei, passando per lo studio delle varie legislazioni, si arriverà allo studio della situazione attuale italiana.
Lo studio porterà alla identificazione di azioni concrete in grado di trasformare, la città vecchia di Taranto, in una città inclusiva ed interculturale, ribaltando l’idea che immigrazione è sinonimo di pericolo ed insicurezza

“Migrare è una caratteristica di molte specie animali, uomo compreso. Gli individui umani da tempo immemorabile si sono mossi in gruppi, di luogo in luogo, alla ricerca di alimenti o per evitare pericoli. […] La diffusione stessa dell’umanità primitiva dalla culla africana dell’Eurasia è un fenomeno migratorio che con il passare delle generazioni ha plasmato le diverse popolazioni.”

Brunetto Chiarelli

“Dove è ora campagna, lì fu la capitale della Magna Grecia; dove è Taranto, là sorgeva una rocca ardita; tu Quinto Fabio Massimo, voi Goti e Saraceni non gloriatevi. Distruggeste crudelmente la città, ma potevate annullare le sue delizie, lo straordinario spettacolo della natura?”

Giuseppe Regaldi

“La vita è a colori, ma il bianco e nero è più realistico”

Wim Wenders

“Rifugiati e sfollati interni necessitano di vera educazione per evitare che gettino via le loro vite sentendosi esseri inutili. Necessitano anche di acquisire capacità professionali che possano facilitare il loro inserimento nel tessuto economico del Paese ospitante. Capacità professionali che saranno successivamente messe al servizio della loro Nazione una volta che le condizioni di pace permettano il ritorno dei rifugiati.”

Yoweri Kaguta Museveni, presidente dell’Uganda

“Nel mondo non ci sono mai state due opinioni uguali. Non più di quanto ci siano mai stati due capelli o due grani identici: la qualità più universale è la diversità.”

Michel de Montaigne

“Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.”

Italo Calvino

“Il piacere che danno una conversazione animata, un pranzo tra amici, un buon ambiente di lavoro, una città dove ci si sente bene, la partecipazione a questa o quella forma di cultura (professionale, artistica, sportiva ecc.), e più in generale tutte le relazioni con gli altri. La maggioranza di questi “beni”, la cui base per eccellenza è la vita sociale, esistono soltanto se se ne gode insieme. Il “relazionale” è la parte migliore delle gioie (e dei dolori) dell’esistenza.”

Serge Latouche