“DESTINO” Exhibition

“DESTINO” Exhibition

Location

Basilica Palladiana, Vicenza, VI, Italia

45.546986 | 11.54672000000005

Project date

2015

“È vero che il mio destino è l’opposto di quello degli altri: di solito la caduta li abbassa, mentre la mia mi solleva verso l’infinito. Ogni giorno che passa fa cadere la mia pelle di tiranno, di assassino, di uomo feroce…”

Napoleone

La mostra celebra, nella straordinaria cornice della Basilica Palladiana di Vicenza, il bicentenario dei 100 giorni di Napoleone con una riflessione sul destino attraverso il pensiero e le gesta dell’imperatore e un accostamento per ogni fatto storico di una musica di Beethoven, da sempre considerato interprete della “lotta dell’uomo contro il destino”.
Il mito è la forza motrice della storia. Ma il mito si trasforma, con un’aspra arditezza che i contemporanei faticano a seguire. Indipendentemente dall’idea soggettiva che ognuno ha, Napoleone è forse il più grande capitano di tutti i tempi. Durante l’esilio definitivo a Sant’Elena, ripensando alla straordinaria parabola della sua vita, Napoleone sembra guardare alla sconfitta di Waterloo come a una tappa necessaria del suo percorso verso la gloria: per entrare nel mito era indispensabile un ritorno a casa degno di quello di Ulisse e una battaglia omerica: un gesto finale, grandioso e decisivo, che chiudesse la carriera di Napoleone alla testa dell’esercito francese, consacrandolo sconfitto non dal nemico ma dal destino.
Beethoven assiste alla metamorfosi Europea ed è uno dei pochi capace di decifrarla. Il suo ritmo interno, senza il mito di Bonaparte, in parte è indecifrabile. Entrambi si sono impegnati in battaglie che riecheggiano ancor oggi. Poco importa della dimensione dei strumenti dell’uno e dell’altro. Napoleone da primo console paragonò il suo lavoro di battaglie e potere a quello della musica: “Amo il potere, ma lo amo da artista. Lo amo come un musicista il suo violino. Lo amo per trarne suoni, accordi, melodie”.
Beethoven ascolta, sobbalza, freme, respira quel divenire quel creare il tempo. Capisce o no non importa. Sente il richiamo, la spinta, la tortura. La storia entra nella musica. Con Beethoven comincia la traduzione musicale del suo tempo: quel pulsare di sangue nuovo nelle vene di un mondo vecchio che mette le arti al passo del classicismo rivoluzionario. Che darà al nascente stile impero i suoi angoli e spalti aggressivi, taglienti, alla musica lo scintillo d’armi e l’implacabile quattro quarti militare che il destino s’è preso quale ordine di marcia.

“Abbandonarsi al dolore senza resistere, uccidersi per sottrarvisi, è abbandonare il campo di battaglia prima di aver vinto.”

Napoleone

“…se altro non è possibile voglio sfidare il mio destino, anche se vi saranno istanti nella mia vita nei quali mi sentirò la più infelice creatura di Dio.”

Ludwig Van Beethoven

“Era possibile che Napoleone vincesse quella battaglia? Noi rispondiamo di no. Perché? A causa di Wellington? di Blücher? No. A causa di Dio. Bonaparte vincitore a Waterloo non entrava più nella legge del secolo decimonono. Un’altra serie di fatti si maturava, nei quali non c’era più posto per Napoleone. La cattiva volontà degli avvenimenti si era annunciata già da lungo tempo. Era tempo che quell’uomo ingombrante cadesse.” 

Victor Hugo

“Il destino ha di queste svolte, si aspetta il trono del mondo e si scorge Sant’Elena.”

Victor Hugo

“La vita è seminata di tanti scogli e tanti sono i mali di cui può essere fonte, che la morte non è il maggiore di tutti”

Napoleone

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impianto grafico – comunicazione strategica – elementi grafici fondamentali

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“Ei si nomò: due secoli, / l’un contro l’altro armato, / sommessi a lui si volsero, come aspettando il fato; / ei fè silenzio, ed arbitro / s’assise in mezzo a lor.”

Alessandro Manzoni