RESTAURO PALAZZO VENTIMIGLIA

RESTAURO PALAZZO VENTIMIGLIA

Lead architect

Tiare Sepúlveda Pantoja

Team

Restauro

Project date

Semestre Otoño 2014

Style

Restauración, Restauro

Associates

Sebastiano Leotta

Restauro, Corso Laurea Magistrale Costruzione Cittá 2014, POLITO.

Profesora: Monica Naretto.

Presentazione
Il Corso di Restauro sviluppa le problematiche connesse alla conservazione del patrimonio costruito e dei sistemi culturali, a partire dal dibattito disciplinare
dell’ultimo quarto del Novecento fino alla trattazione di temi attuali e questioni urgenti, fra cui la relazione tra restauro e rifunzionalizzazione, il rapporto anticonuovo,
la diagnostica non distruttiva, le problematiche di conservazione delle architetture in relazione ai sistemi e alle logiche costruttive, la necessità di
prevenzione dai rischi e di valorizzazione di beni peculiari fragili quali il costruito di tessuto, le architetture vernacolari, le infrastrutture storiche.
Le dimensioni più specificamente analitiche e progettuali, fra cui la comprensione degli statuti costruttivi e dell’unicità materiale dell’esistente, la lettura dei degradi
e dei dissesti e il rapporto causa-effetto, le tecniche di restauro, l’adeguamento a nuovi usi compatibili, sono affrontante facendo ricorso a esempi e allo sviluppo di
un’esercitazione metaprogettuale.
Il Corso, delineando un percorso attraverso ‘problemi’ tra teoria e prassi del Restauro, vuole contribuire alla costruzione di quella particolare consapevolezza e
capacità critico progettuale che l’Architetto deve possedere per attuare con responsabilità il rispetto, la cura, la conservazione e la necessaria messa in valore dei
manufatti e dei luoghi in un’ottica di sostenibilità culturale, in particolare quelli in cui gli strati della memoria e i valori delle preesistenze si presentano con
particolare densità.

PROGETTO: Proposta di Restauro PALAZZO VENTIMIGLIA, Palermo.

Il Palazzo Benenati  Ventimiglia è ubicato in uno dei quattro mandamenti che si sono formati a fine ‘500, dopo il taglio della via Maqueda: Palazzo Reale.

Il palazzo preso in esame sorge nel quartiere dell’Albergheria nel periodo spagnolo (XVII sec.), periodo storico di intensa attività edilizia, non soltanto per la fortificazione delle mura arabo normanne per volere del Vicerè Gonzaga, ma anche per la costruzione di nuovi edifici religiosi e civili.

Più precisamente, l’edificio è sito in via del Bosco: <<il tracciato della strada è tardo-medievale;  tra il XV ed il  XVI secolo era chiamata “Ruga Grande del Carmine”>>[1], [una delle strade più importanti della Palermo settecentesca, dopo via Maqueda], <<e vi abitavano notabili ed aristocratici. Nel XVI secolo divenne arteria di grande prestigio in quanto vi furono costruite numerose abitazioni aristocratiche di quella nobiltà baronale che, ottenute le grandi proprietà terriere, decise di edificare nella capitale la propria dimora patrizia. Gran parte di questi edifici hanno però subìto danni gravissimi durante l’ultima guerra e si presentano oggi in condizioni precarie>>[2].

[1] Cfr. A.CHIRCO, Palermo La città ritrovata Venti itinerari entro le mura, Dario Flaccovio Editore, Palermo 1956, p. 265;

[2]  Ibidem

Palazzo Benenati Ventimiglia, Palermo, Prospetto sua via del Bosco

DESCRIZIONE DEL PALAZZO

 Le condizioni in cui verte oggi questo meraviglioso edificio sono assai precarie. Originariamente, il maestoso portale che si affaccia su via Bosco, si presentava riccamente adorno, concludendosi, nella parte superiore con due armoniose volute sorreggenti l’architrave col grande balcone d’onore. <<La parte superstite di questo prospetto armonioso, tipicamente settecentesco, è una facciata con sette balconi a petto d’oca, dal frontone bizzarramente ricurvo e spezzato, decorata con emblemi araldici e motivi vegetali in stucco. (…) Un secolo dopo [la trasformazione del palazzo in Ospizio Ventimiliano], la guerra ne devastò la corte interna e ne danneggiò pure, gravemente, il prospetto.>>[1]

Ma ad essere danneggiato è stato anche <<l’ingresso all’Ospizio Ventimiliano [che] avveniva non da via del Bosco dove si apriva il portale barocco della residenza nobiliare, ma da altro monumentale ingresso sulla piazza del Carmine, oggi appena riconoscibile in alcune mura dirute che immettono in uno slargo desolato, usato come deposito di rottami.>>[2]

Purtroppo, in linea generale, il palazzo si trova in gravi condizioni di precarietà che però, nonostante abbia avuto la “fortuna” di non essere completamente distrutto dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, è precipitato in uno stato estremo di degrado avanzato.

I piani terra sono adibiti a garage o a deposito e, in alcuni casi, ad attività commerciali extracomunitarie; le aperture al piano superiore sono, nella maggior parte dei casi, murate o non agibili; della facciata che si affaccia su Via del Bosco, in corrispondenza dell’ingresso alla corte, rimane solo una parte dell’involucro, la “pelle”.

Dall’interno della corte si può avere un quadro più chiaro della situazione. L’antico impianto ormai è visibile solo in alcune parti: le parti delle mura ancora visibili, in alcuni casi, hanno perso la loro funzione strutturale e sono diventate parte integrante per la costruzione di locali adibiti a garage; << i saloni del piano nobile sono stati suddivisi anche in sette – otto stanze>>[3], alcune completamente inagibili o comunque non accessibili; lo stemma della famiglia Ventimiglia è stato quasi totalmente coperto da un corpo scala esterno assai precario e anch’esso in pessime condizioni, che distribuisce i piani superiori di una parte del palazzo che ha subìto diverse frammentazioni nel corso dei secoli con la conseguente alterazione dell’impianto originale, che risulta, quindi, essere molto articolato.

[1] G.SOMMARIVA, op. cit., p.78;

[2] Ivi, p. 82;

[3] I.GUCCIONE, op. cit., p.23;

ANALISI DEGRADI

 

Architettonico Prospetto
Degradi Prospetto